Il clima che verrà – Febbraio 2019

Abbiamo invitato alcuni artisti di Budrio, dilettanti e non, per realizzare una mostra collettiva sul tema dei cambiamenti climatici. Il progetto è proposto dal gruppo informale BIT (Budrio in Transizione) e l’Associazione ECO Budrio, con il patrocinio del Comune di Budrio. E’ un piccolo gesto per portare, in modo originale, questo grande tema nella nostra città.

La mostra “Il clima che verrà” sarà inaugurata Sabato 9 Febbraio alle ore 18 in sala Rosa, in Via Marconi.
Aperture:
Domenica 10 Febbraio 2019   ore 10-12:30 e 15:00-19:00
Sabato 16 Febbraio 2019        ore 10-12:30 e 15:00-19:00
Domenica 17 Febbraio 2019   ore 10-12:30 e 15:00-19:00

Mostra curata da Giovanni Santandrea
Allestimento a cura di Cristiano Galassi (L’Art Est)
Progetto grafico a cura di Valiko
Media partner Vivere sostenibile
Sponsor AICS Comitato regionale Emilia Romagna Settore Ambiente
Evento Facebook: https://goo.gl/aGGt87

 

L'immagine può contenere: una o più persone e persone in piedi

anche Luca Mercalli presenta #fridayforfuture

un articolo serio e documentato di Lara Ricci (28 gennaio 2019), apparso su “Il Sole 24 ore”

La calotta polare che si scioglie facilita l’assalto a gas, petrolio e minerali preziosi. Bruciando le riserve di idrocarburi esistenti la Terra si scalderà di 1,5° C, eppure la ricerca di nuovi giacimenti continua

Sabato 9 Febbraio, dopo l’inaugurazione ufficiale alle ore 18, seguirà performance con intrattenimento poetico-musicale curato dai “Terra a Terra” (Andrea, Floriano, Bone, Luca e Andrea). Accompagna con disegni dal vivo Fabrizio Bicio Fabbri. E per concludere un piccolo buffet offerto dagli artisti.

L'immagine può contenere: 5 persone, persone che sorridono, persone in piedi e barba

Nessuna descrizione della foto disponibile.il pieghevole/invito della mostra è pronto e sarà presto in distribuzione a Budrio

La concentrazione di CO2 in atmosfera è in costante aumento dalle metà del IXX secolo, e cioè da quando l’uomo ha iniziato a fare massicciamente uso di combustibili fossili per sostenere la sua civiltà; passando da 280 ppm (valore stabilito come concentrazione di CO2 dell’epoca pre-industriale), agli attuali 400 ppm (2015). Temperatura e concentrazione di anidride carbonica sono evidentemente correlate, come si evince dal grafico sottostante:

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Home è un documentario su ambiente e cambiamento climatico di Yann Arthus-Bertrand, prodotto da Luc Besson, diffuso contemporaneamente il 5 giugno 2009 nelle sale cinematografiche di 50 paesi, in concomitanza con la giornata mondiale dell’ambiente. Concepito come un reportage di viaggio, è realizzato quasi interamente con immagini aeree.

Home è un documentario su ambiente e cambiamento climatico di Yann Arthus-Bertrand, prodotto da Luc Besson, diffuso contemporaneamente il 5 giugno…

 

non stiamo ancora facendo abbastanza …

Il record registrato dal Consiglio nazionale delle ricerche-Isac di Bologna. Dieci mesi con animalie positive, in nove di oltre 1°C rispetto alla media.

«Ci sono mutamenti evidenti, per ora ancora gestibili: ma i ghiacciai delle Alpi si sono dimezzati in un secolo, il livello del mare è salito di 20 cm nello stesso periodo, viviamo ondate di calore inedite in Europa (come i 40 gradi in pianura Padana). A cascata ognuno di questi fenomeni provoca delle alterazioni negli ecosistemi, come la presenza di parassiti prima inesistenti che mettono in difficoltà la nostra agricoltura, o il proliferare di insetti che trovano condizioni migliori. Alcuni portano malattie per gli uomini, ad esempio la zanzara tigre in Italia. Siccità, uragani e alluvioni sono eventi sempre esistiti, ma non di questa portata e intensità. Il vero rischio, però, è il vertiginoso aumento della temperatura, un fenomeno che ha avuto un’accelerata negli ultimi 30 anni. Per correre ai ripari abbiamo tempo solo fino al 2020». (Luca Mercalli – Settembre 2017)

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso

Il clima è un bene comune, di tutti e per tutti. Esso, a livello globale, è un sistema complesso in relazione con molte condizioni essenziali per la vita umana. Esiste un consenso scientifico molto consistente che indica che siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico. Negli ultimi decenni, tale riscaldamento è stato accompagnato dal costante innalzamento del livello del mare, e inoltre è difficile non metterlo in relazione con l’aumento degli eventi meteorologici estremi, a prescindere dal fatto che non si possa attribuire una causa scientificamente determinabile ad ogni fenomeno particolare.
L’umanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita, di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano. E’ vero che ci sono altri fattori (quali il vulcanismo, le variazioni dell’orbita e dell’asse terrestre, il ciclo solare), ma numerosi studi scientifici indicano che la maggior parte del riscaldamento globale degli ultimi decenni è dovuta alla grande concentrazione di gas serra (anidride carbonica, metano, ossido di azoto ed altri) emessi soprattutto a causa dell’attività umana. La loro concentrazione nell’atmosfera impedisce che il calore dei raggi solari riflessi dalla terra si disperda nello spazio. Ciò viene potenziato specialmente dal modello di sviluppo basato sull’uso intensivo di combustibili fossili, che sta al centro del sistema energetico mondiale. Ha inciso anche l’aumento della pratica del cambiamento
d’uso del suolo, principalmente la deforestazione per finalità agricola. (Papa Francesco – Enciclica Laudato si’ – par. 23 – Maggio 2015)

 

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